Nuovo intervento sulle accise
Il prezzo del gasolio torna sopra quota 2 euro al litro.
L’aumento è la conseguenza diretta del settimo intervento sulle accise dei carburanti deciso dal Governo con un decreto interministeriale firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.
Misura valida fino al 3 luglio
Il provvedimento è entrato in vigore il 7 giugno e resterà valido fino al 3 luglio.
La novità principale riguarda il diesel, per il quale lo sconto fiscale è stato dimezzato, passando da 12,2 a 6,1 centesimi al litro.
Benzina senza variazioni
A differenza del gasolio, lo sconto sulla benzina resta invariato.
Questa scelta accentua la differenza tra i due carburanti e conferma il percorso di graduale ritorno verso il regime fiscale ordinario.
I prezzi alla pompa
I dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano chiaramente il cambio di scenario.
Sulla rete stradale, il prezzo medio self service è pari a 1,917 euro al litro per la benzina e a 2,004 euro al litro per il gasolio.
Autostrade più care
In autostrada i prezzi risultano ancora più elevati.
La benzina raggiunge in media 2,014 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,090 euro al litro, confermando una pressione significativa sui costi di mobilità.
Rientro verso il regime ordinario
La decisione del Governo conferma la linea già emersa negli ultimi interventi.
L’obiettivo è ridurre progressivamente gli sconti sulle accise e accompagnare il sistema verso il ritorno al regime fiscale ordinario.
Diesel penalizzato più rapidamente
In questo percorso, il gasolio sta perdendo il beneficio fiscale più velocemente rispetto alla benzina.
Il dimezzamento dello sconto rende immediatamente più pesante il costo del pieno per automobilisti, imprese e operatori professionali che utilizzano veicoli diesel.
Costo inferiore a 150 milioni
Il nuovo intervento avrà un costo inferiore a 150 milioni di euro.
La spesa stimata è pari a circa 5,3 milioni al giorno e sarà finanziata attraverso il meccanismo delle accise mobili.
Copertura dall’extragettito Iva
La copertura arriverà dai 149,4 milioni di euro di extragettito Iva generato dall’inflazione energetica nel mese di maggio.
Si tratta di una cifra in calo di circa 40 milioni rispetto ad aprile, segnale che il margine fiscale disponibile si sta restringendo.
Nessun impatto sul deficit
Per il terzo mese consecutivo, l’intervento non avrà effetti sul deficit.
Il Governo utilizza infatti le maggiori entrate Iva prodotte dall’aumento dei prezzi energetici per finanziare la riduzione parziale delle accise.
La scelta dopo il 3 luglio
Il prossimo nodo sarà la decisione da prendere dopo il 3 luglio.
L’Esecutivo dovrà stabilire se proseguire con misure universali sui carburanti oppure spostarsi verso interventi più mirati.
Pressioni da Ue, Fmi e Ocse
Unione europea, Fondo monetario internazionale e Ocse spingono da tempo per superare gli aiuti generalizzati.
Secondo queste istituzioni, le risorse pubbliche dovrebbero essere concentrate sui soggetti più esposti al caro energia, invece di sostenere indistintamente tutti i consumatori.
Il tema degli autotrasportatori
Sul tavolo resta anche la questione degli autotrasportatori.
Il settore beneficia fino alla fine di giugno di un credito d’imposta pensato per compensare i rincari accumulati da marzo.
Le prossime settimane saranno decisive
I prezzi alla pompa delle prossime settimane saranno il parametro principale per orientare le nuove decisioni del Governo.
Se il gasolio resterà stabilmente sopra i 2 euro al litro, la pressione politica e sociale per nuovi interventi potrebbe aumentare, soprattutto nei settori più dipendenti dal trasporto su strada.
Carburanti ancora al centro della politica economica
Il ritorno del gasolio sopra quota 2 euro conferma quanto il tema dei carburanti resti sensibile per famiglie, imprese e conti pubblici.
Il Governo prova a ridurre gradualmente gli sconti fiscali senza pesare sul deficit, ma il margine di manovra dipenderà dall’andamento dei prezzi energetici e dalla capacità di sostituire le misure universali con aiuti più selettivi.
