Oro stabile vicino ai minimi recenti

Giulia Conti

Prezzi in lieve rialzo

Il prezzo dell’oro si muove in leggero aumento sui mercati delle materie prime, ma resta vicino ai minimi delle ultime undici settimane.

Il metallo prezioso con consegna immediata, il Gold spot, viene scambiato a 4.342,67 dollari l’oncia, in crescita dello 0,29%. L’oro con consegna ad agosto sul Comex passa invece di mano a 4.371,90 dollari l’oncia, con un progresso dello 0,19%.

Mercati asiatici prudenti

Nelle contrattazioni asiatiche di martedì, l’oro è rimasto quasi invariato.

Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente dopo la cessazione delle ostilità tra Iran e Israele, che ha ridotto parte delle preoccupazioni legate all’inflazione energetica.

Attesa per i dati Usa

L’attenzione dei mercati si concentra ora sui prossimi dati sull’inflazione statunitense.

Il dato sui prezzi al consumo, atteso mercoledì, sarà seguito giovedì dai prezzi alla produzione. Entrambi potrebbero fornire indicazioni importanti sul futuro percorso dei tassi d’interesse della Federal Reserve.

Oro vicino ai minimi da marzo

Nella seduta precedente, il metallo giallo era sceso ai livelli più bassi dal 23 marzo.

Successivamente ha recuperato parte delle perdite, chiudendo quasi invariato e mostrando una certa capacità di tenuta nonostante il contesto sfavorevole.

Pressione dai dati sul lavoro

La principale fonte di pressione resta il mercato del lavoro statunitense.

I dati pubblicati la scorsa settimana sono risultati più solidi del previsto e hanno rafforzato l’idea che la Fed possa mantenere i tassi elevati più a lungo.

Fed più restrittiva, oro più debole

Un contesto di tassi alti tende a penalizzare l’oro.

Il metallo prezioso non offre rendimento, quindi diventa meno interessante quando i Treasury statunitensi garantiscono ritorni più elevati e il dollaro si rafforza.

La tregua riduce le tensioni

Il sentiment di mercato è migliorato dopo l’accordo tra Iran e Israele per cessare gli attacchi.

La tregua è arrivata dopo una nuova escalation nel fine settimana e ha contribuito ad allentare parte delle tensioni sui mercati dell’energia.

Trump parla di vittoria

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lunedì sera che Washington era vicina a proclamare una “vittoria totale” nella guerra con l’Iran.

Secondo Trump, anche i prezzi del petrolio potrebbero registrare un forte calo se la situazione dovesse stabilizzarsi.

Petrolio in calo dopo il rialzo

I prezzi del petrolio sono scesi martedì dopo il forte aumento della seduta precedente.

Il rialzo era stato alimentato dalle nuove ostilità, ma gli operatori restano cauti sulla tenuta della tregua e sui possibili rischi di una nuova escalation.

Un rifugio sotto pressione

Nonostante la reputazione dell’oro come bene rifugio, il metallo ha faticato durante gran parte del conflitto nel Golfo.

Il motivo è legato alla dinamica anomala creata dal mercato petrolifero: l’aumento del greggio ha alimentato i timori di una nuova spinta inflazionistica.

Energia e inflazione pesano sul metallo

Il rincaro del petrolio ha fatto crescere le aspettative di un’inflazione più persistente.

Questo ha spinto gli investitori a ridimensionare le attese di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve e, in alcuni casi, a considerare la possibilità di un nuovo inasprimento monetario.

Dollaro e Treasury frenano l’oro

Le aspettative di tassi più alti hanno sostenuto i rendimenti dei Treasury e il dollaro statunitense.

Questo scenario ha ridotto l’attrattiva dell’oro, soprattutto per gli investitori che cercano rendimento o protezione valutaria.

Il CPI diventa decisivo

Il prossimo dato sull’inflazione al consumo negli Stati Uniti sarà cruciale.

Una lettura superiore alle attese potrebbe rafforzare la convinzione che la Fed debba mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo, aumentando la pressione sul metallo prezioso.

Focus anche sui prezzi alla produzione

Anche il dato sui prezzi alla produzione sarà osservato con attenzione.

Gli investitori cercheranno segnali per capire se il recente rimbalzo del petrolio stia iniziando a trasferirsi in pressioni più ampie sui prezzi dell’economia americana.

Mercati ora vedono un rialzo Fed

Le aspettative di mercato sono cambiate nettamente dopo i solidi dati sui libri paga statunitensi.

Gli investitori ora scontano almeno un rialzo dei tassi da parte della Fed nel corso dell’anno, uno scenario che rende più difficile una ripresa sostenuta dell’oro nel breve periodo.

Argento in lieve aumento

Tra gli altri metalli preziosi, l’argento ha registrato un piccolo rialzo.

Il prezzo è salito dello 0,1% a 68,24 dollari l’oncia, muovendosi comunque in un contesto ancora fragile per l’intero comparto.

Platino stabile

Il platino è rimasto sostanzialmente stabile a 1.760,60 dollari l’oncia.

Anche in questo caso, il mercato continua a muoversi con prudenza, in attesa di indicazioni più chiare da inflazione, dollaro, rendimenti e geopolitica.

Oro in attesa di una direzione

Il quadro resta quindi sospeso.

La tregua tra Iran e Israele ha ridotto parte della pressione inflazionistica legata al petrolio, ma i dati statunitensi e le aspettative sui tassi restano i veri fattori decisivi per il prossimo movimento dell’oro.