Occupazione in crescita, ma aumentano gli inattivi

Giulia Conti

Il lavoro sostiene il primo trimestre 2026

Il mercato del lavoro italiano ha aperto il 2026 con un nuovo aumento dell’occupazione e delle ore lavorate, accompagnato però da una crescita della popolazione inattiva.

Secondo l’Istat, nel primo trimestre l’input di lavoro è salito dello 0,3% rispetto agli ultimi tre mesi del 2025 e dell’1% su base annua. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,3% congiunturale e dello 0,8% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.

Gli occupati superano quota 24,2 milioni

Il numero complessivo degli occupati ha raggiunto 24 milioni e 207 mila unità.

Rispetto al quarto trimestre 2025, l’incremento è stato di 67 mila persone, pari allo 0,3%.

La crescita arriva soprattutto dagli autonomi

L’aumento dell’occupazione è stato sostenuto principalmente dagli indipendenti, cresciuti di 72 mila unità, pari all’1,4%.

Anche i dipendenti a tempo determinato sono aumentati, con 9 mila occupati in più e una variazione dello 0,3%.

Calano leggermente i contratti stabili

I lavoratori dipendenti a tempo indeterminato sono invece diminuiti di 13 mila unità.

La flessione, pari allo 0,1%, è rimasta comunque contenuta rispetto alla crescita registrata tra autonomi e contratti a termine.

Disoccupazione in forte riduzione

Nel corso del trimestre il numero dei disoccupati è sceso di 110 mila unità, con una contrazione del 7,6%.

Allo stesso tempo, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono aumentati di 44 mila persone, pari allo 0,4%.

Il tasso di occupazione sale al 62,7%

Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,7%, guadagnando 0,2 punti rispetto al trimestre precedente.

Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,3%, con una riduzione di 0,4 punti, mentre quello di inattività è salito al 33,7%, aumentando di 0,1 punti.

Aprile conferma il miglioramento

I dati provvisori di aprile 2026 mostrano un’ulteriore crescita rispetto al mese precedente.

Gli occupati sono aumentati dello 0,5% e il relativo tasso è salito di 0,3 punti. Nello stesso periodo sono diminuiti sia il tasso di disoccupazione, di 0,1 punti, sia quello di inattività, di 0,3 punti.

La crescita annua rallenta

Nel confronto con l’anno precedente, l’occupazione continua ad aumentare, ma a un ritmo meno intenso rispetto al trimestre precedente.

Gli occupati sono cresciuti di 50 mila unità, pari allo 0,2%, grazie esclusivamente all’aumento degli indipendenti.

Autonomi in forte aumento

Su base annua, i lavoratori indipendenti sono cresciuti del 4,7%.

Al contrario, i dipendenti a termine sono diminuiti del 4,2%, mentre quelli a tempo indeterminato hanno registrato una flessione dello 0,5%.

Meno disoccupati, ma più persone fuori dal mercato

Nel primo trimestre 2026 il numero dei disoccupati è diminuito di 394 mila unità rispetto a un anno prima, con un calo del 22,4%.

Parallelamente, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono aumentati di 320 mila persone, pari al 2,6%.

I tassi confermano la doppia dinamica

Su base annua, il tasso di occupazione è salito al 62,5%, con un aumento di 0,1 punti.

Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,4%, diminuendo di 1,5 punti, mentre quello di inattività ha raggiunto il 33,8%, con un incremento di un punto.

Le imprese continuano ad assumere

Dal lato delle aziende, le posizioni lavorative dipendenti sono aumentate dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.

La crescita ha riguardato sia il lavoro a tempo pieno, salito dello 0,5%, sia quello a tempo parziale, aumentato dello 0,4%.

Scende la quota dei part time

La maggiore crescita delle posizioni a tempo pieno ha ridotto leggermente il peso del part time.

La quota dei rapporti a tempo parziale è scesa al 28,8%, con una diminuzione di 0,1 punti.

Posizioni lavorative in aumento anche su base annua

Rispetto al primo trimestre 2025, le posizioni dipendenti sono cresciute dell’1,5%.

L’incremento è stato dell’1,6% per il tempo pieno e dell’1,3% per il tempo parziale, determinando anche in questo caso un lieve calo della quota dei part time.

Frena il lavoro in somministrazione

Dopo due trimestri consecutivi di crescita, le posizioni in somministrazione sono diminuite dello 0,3% rispetto al periodo precedente.

La flessione è stata dello 0,6% anche nel confronto con l’anno precedente.

Accelera il lavoro intermittente

Le posizioni intermittenti hanno invece registrato una crescita marcata.

L’aumento è stato del 3,1% su base trimestrale e dell’8,7% su base annua, il risultato più elevato dalla fase di ripresa successiva alla pandemia.

Ore lavorate quasi stabili

Le ore lavorate per dipendente sono diminuite dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Nel confronto annuo sono invece aumentate dello 0,1%.

Diminuisce il ricorso alla cassa integrazione

Rispetto al primo trimestre 2025, il ricorso alla cassa integrazione è sceso di 0,3 ore.

Il livello complessivo si è attestato a 7,7 ore ogni mille ore lavorate.

Meno posti vacanti

Il tasso dei posti vacanti è risultato pari all’1,7%.

Il dato è diminuito di 0,1 punti rispetto al trimestre precedente e di 0,4 punti nel confronto annuo, segnalando una minore domanda di personale non ancora soddisfatta.

Il costo del lavoro accelera

Il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno è aumentato dell’1,2% rispetto al quarto trimestre 2025.

La crescita è stata alimentata sia dalle retribuzioni sia dai contributi sociali, entrambi saliti dell’1,1%.

Aumento del 3% su base annua

Nel confronto con il primo trimestre 2025, il costo del lavoro è cresciuto del 3%.

L’incremento dei contributi sociali, pari al 3,5%, è stato più forte di quello delle retribuzioni, aumentate del 3%.

Un quadro positivo ma non uniforme

I dati mostrano un mercato del lavoro ancora in espansione, sostenuto soprattutto dagli autonomi e dalla crescita delle posizioni a tempo pieno.

Restano però alcuni elementi di debolezza, tra cui l’aumento degli inattivi, il calo dei dipendenti stabili e la riduzione dei posti vacanti.