Venezuela, debito estero verso i 240 miliardi

Giulia Conti

Un passivo superiore alle attese

Il Venezuela potrebbe comunicare nelle prossime settimane un debito estero complessivo di circa 240 miliardi di dollari. La cifra supererebbe nettamente le valutazioni attuali degli investitori, comprese tra 150 e 200 miliardi.

La pubblicazione dei dati reali offrirà ai creditori un quadro più preciso delle passività accumulate dal Paese. Le dimensioni dell’esposizione potrebbero rendere l’operazione una delle più complesse ristrutturazioni sovrane mai affrontate.

Obiettivo accordo entro la fine dell’anno

Il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez punta a raggiungere un’intesa con i creditori entro la fine dell’anno. Un accordo consentirebbe a Caracas di avviare il ritorno sui mercati finanziari internazionali.

Il Venezuela ne è rimasto sostanzialmente escluso per quasi dieci anni durante il governo di Nicolás Maduro, anche a causa del default dichiarato nel 2017.

Centerview guiderà la ristrutturazione

Il 15 maggio, Caracas ha affidato a Centerview Partners il ruolo di principale consulente finanziario per la riorganizzazione del debito pubblico estero. La società statunitense dovrà accelerare il confronto con obbligazionisti e altri creditori.

Centerview è legata al banchiere francese Matthieu Pigasse e ha già partecipato a operazioni di rifinanziamento riguardanti Grecia e Argentina. La società intrattiene inoltre rapporti con Rodríguez da oltre un decennio.

Obbligazioni e interessi pesano per 100 miliardi

La quota principale del debito deriva dai titoli emessi dalla Repubblica venezuelana e dalla compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela, PDVSA.

Il valore nominale di queste obbligazioni sarebbe vicino ai 60 miliardi di dollari, ai quali si aggiungerebbero circa 40 miliardi di interessi maturati dal default del 2017. Il mancato pagamento continua ad accrescere il passivo di circa 5 miliardi di dollari ogni anno.

Fatture insolute ed espropri ampliano il conto

Il quadro finanziario comprende anche debiti stimati tra 30 e 50 miliardi di dollari nei confronti di compagnie petrolifere e intermediari per fatture rimaste insolute.

Altri 20 miliardi deriverebbero dalle richieste di risarcimento presentate da imprese i cui beni furono espropriati durante la presidenza di Hugo Chávez.

Cina e Russia tra i maggiori creditori

Il Venezuela dovrebbe inoltre restituire alla Cina una somma compresa tra 10 e 20 miliardi di dollari. L’esposizione verso la Russia sarebbe pari a 6 miliardi, mentre altri 4 miliardi sarebbero dovuti a istituzioni multilaterali come CAF e Banca interamericana di sviluppo.

Se il totale di 240 miliardi fosse confermato, il negoziato venezuelano supererebbe per dimensioni anche alcuni dei maggiori processi di ristrutturazione del debito della storia, compreso quello affrontato dalla Grecia.