Nuovo primato per il trimestre di marzo
Apple ha chiuso il secondo trimestre fiscale 2026, terminato il 28 marzo, con ricavi pari a 111,18 miliardi di dollari. Il fatturato, arrotondato a 111,2 miliardi, è cresciuto del 17% su base annua e ha stabilito un nuovo record per un trimestre di marzo.
Il risultato ha superato anche il limite superiore delle previsioni formulate dalla dirigenza, nonostante le difficoltà nella catena di approvvigionamento abbiano condizionato la disponibilità di alcuni modelli di iPhone e Mac.
iPhone 17 porta le vendite a 57 miliardi
L’amministratore delegato Tim Cook ha indicato nella famiglia iPhone 17 uno dei principali motori della crescita. Il segmento ha generato 57 miliardi di dollari, con un aumento del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Si tratta del fatturato più elevato mai raggiunto dall’iPhone in un trimestre di marzo. La performance è stata ottenuta nonostante le limitazioni nella fornitura dei nodi avanzati per semiconduttori abbiano frenato le spedizioni.
Anche la Grande Cina ha fornito un contributo rilevante. I ricavi regionali sono aumentati del 28% nel trimestre e del 33% nella prima metà dell’esercizio fiscale 2026, segnando in entrambi i casi nuovi primati per il periodo grazie soprattutto all’iPhone.
I servizi sostengono il margine lordo
La divisione Servizi ha registrato un massimo storico di 31 miliardi di dollari, il 16% in più rispetto a un anno prima. La maggior parte delle singole categorie ha raggiunto livelli record.
Il peso crescente di queste attività ha contribuito a portare il margine lordo complessivo al 49%, il valore più alto degli ultimi otto trimestri. Il direttore finanziario Kevan Parekh ha individuato proprio nei Servizi la principale causa del miglioramento sequenziale della redditività.
Mac cresce grazie al nuovo modello
Il comparto Mac ha prodotto ricavi per 8,4 miliardi di dollari, in aumento del 6% su base annua. Secondo Cook, la domanda per il MacBook Neo ha superato le aspettative interne della società.
Per il trimestre in chiusura a giugno, Apple prevede una crescita dei ricavi compresa tra il 14% e il 17% rispetto all’anno precedente. Il margine lordo dovrebbe collocarsi tra il 47% e il 49%.
L’utile operativo supera la crescita dei ricavi
L’utile operativo è aumentato del 21% raggiungendo 35,89 miliardi di dollari, mentre il margine operativo si è attestato al 32%, contro il 31% dello stesso trimestre dell’anno precedente.
La redditività è migliorata nonostante le spese operative siano salite del 24%. Apple ha destinato 11,42 miliardi di dollari alla ricerca e sviluppo, la cifra trimestrale più elevata del periodo analizzato, accelerando gli investimenti in Apple Intelligence e nelle nuove piattaforme di chip.
La crescita dell’utile operativo più rapida rispetto a quella del fatturato indica che l’espansione dei Servizi sta modificando strutturalmente il profilo economico del gruppo, anziché produrre soltanto un vantaggio temporaneo nel mix delle vendite.
Il margine resta inferiore ai rivali tecnologici
Nonostante il progresso, il margine lordo del 49% rimane inferiore a quello delle altre grandi società tecnologiche. Meta guida il confronto con l’82%, seguita da Microsoft al 68% e Alphabet al 62%.
Queste aziende beneficiano maggiormente di software, pubblicità digitale e cloud, attività che presentano margini strutturalmente superiori rispetto a un modello ancora fortemente legato alla vendita di hardware.
La differenza favorevole ad Apple riguarda però la direzione del cambiamento. Il suo margine è salito dal 46% registrato a metà 2024 all’attuale 49%. Nello stesso intervallo, Meta è rimasta intorno all’82%, Microsoft è scesa dal 70% al 68% e Alphabet è avanzata dal 58% al 62%.
Costi della memoria tra i principali rischi
Parekh ha avvertito che l’aumento dei prezzi delle memorie ha già inciso sensibilmente sui margini dei prodotti. Nel trimestre in chiusura a giugno, Apple prevede costi della memoria “significativamente più elevati”, con pressioni che potrebbero intensificarsi successivamente.
Questa dinamica rappresenta uno dei maggiori rischi per la redditività, perché agisce direttamente sui costi di produzione dell’hardware e potrebbe limitare i benefici derivanti dalla crescita dei Servizi.
Il modello TIKR indica 434 dollari entro il 2030
Il modello di valutazione di TIKR assegna alle azioni Apple un valore potenziale di circa 434 dollari entro settembre 2030. Rispetto al prezzo attuale di 296 dollari, la stima implica un rendimento complessivo vicino al 47%, equivalente a circa il 9% annuo.
Questo scenario richiede che il margine lordo rimanga vicino ai livelli attuali e che i Servizi continuino ad aumentare la propria quota sul fatturato. Un incremento persistente dei costi delle memorie potrebbe invece indebolire le ipotesi alla base della valutazione.
John Ternus prenderà il posto di Tim Cook
Cook ha annunciato che lascerà la carica di amministratore delegato il 1° settembre 2026. La guida di Apple passerà a John Ternus, attuale responsabile dell’ingegneria hardware.
Durante la presentazione dei risultati, Ternus ha assicurato agli analisti che la società manterrà la propria disciplina nelle decisioni finanziarie e nell’allocazione del capitale. La successione avverrà quindi mentre Apple accelera gli investimenti tecnologici e cerca di difendere il miglioramento strutturale dei margini.
