Bce alza i tassi e avverte sui rischi dell’IA

Giulia Conti

Francoforte invia un segnale ai mercati

La Banca centrale europea torna ad alzare il costo del denaro, ma senza annunciare una nuova stagione di stretta aggressiva.

Il Consiglio direttivo ha deciso un aumento di 25 punti base per tutti e tre i tassi di riferimento, una scelta pensata per contrastare le nuove pressioni inflazionistiche senza aggravare troppo il rallentamento dell’economia europea.

Come cambiano i tassi della Bce

Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali passa dal 2,15% al 2,40%.

Quello sui prestiti marginali sale invece dal 2,40% al 2,65%, mentre l’intervento complessivo conferma un orientamento più prudente ma comunque restrittivo.

Lagarde esclude una decisione drastica

Durante la conferenza stampa a Francoforte, Christine Lagarde ha definito il rialzo un segnale necessario, non una misura drastica.

La presidente ha spiegato che la decisione riflette l’incertezza economica, le prospettive sull’inflazione e le nuove proiezioni elaborate dallo staff dell’Eurosistema.

Un intervento mirato, non una svolta

La Bce non considera il rialzo l’inizio automatico di un lungo ciclo di aumenti.

Francoforte ritiene che le condizioni economiche dell’Eurozona non giustifichino, almeno per ora, una politica monetaria molto più aggressiva.

Lo shock energetico frena la crescita

L’aumento dei costi dell’energia sta già riducendo il ritmo dell’attività economica in numerosi paesi europei.

La crescita del primo trimestre ha mostrato segnali di rallentamento, mentre anche la dinamica salariale sta perdendo forza.

Mercato del lavoro meno solido

La Bce osserva inoltre un progressivo indebolimento delle condizioni del mercato del lavoro.

Questo quadro dovrebbe limitare gli effetti di secondo livello dell’inflazione, cioè il rischio che i rincari energetici si trasferiscano in modo persistente su salari, servizi e prezzi al consumo.

Un ciclo prolungato appare poco probabile

Se le pressioni salariali e occupazionali continueranno a moderarsi, la necessità di ulteriori rialzi potrebbe ridursi.

Per questo Francoforte non sembra orientata verso una lunga sequenza di interventi restrittivi.

Lo scenario base prevede un altro aumento

Secondo lo scenario centrale della Bce, nel corso dell’anno potrebbe esserci un solo ulteriore rialzo dei tassi.

La decisione dipenderà comunque dall’evoluzione dei prezzi energetici, dell’inflazione e del contesto geopolitico.

Il petrolio può cambiare il quadro

Un allentamento delle tensioni internazionali potrebbe riportare il petrolio verso gli 80 dollari al barile.

Una simile discesa contribuirebbe a ridurre le pressioni inflazionistiche e renderebbe meno urgente un nuovo intervento della Bce.

Nessun percorso già deciso

L’incertezza resta però eccezionalmente elevata.

Per questo la Bce evita di impegnarsi in anticipo su una traiettoria prestabilita e continuerà a valutare le decisioni riunione dopo riunione.

L’intelligenza artificiale entra nel dibattito

Durante la stessa conferenza stampa, Lagarde ha dedicato ampio spazio ai nuovi sviluppi dell’intelligenza artificiale.

La presidente ha parlato di tecnologie che stanno avanzando in modo più rapido, più profondo e più invasivo rispetto al passato.

Una trasformazione destinata a continuare

Secondo Lagarde, i nuovi strumenti sviluppati da aziende come Anthropic, OpenAI e altri grandi operatori internazionali non rappresentano una fase temporanea.

Queste tecnologie resteranno e continueranno a evolversi in modo costante nei prossimi mesi.

Due risposte necessarie

La Bce individua due livelli di intervento.

Il primo riguarda la protezione diretta delle banche centrali e del sistema finanziario dalle minacce informatiche e dagli utilizzi malevoli dell’intelligenza artificiale.

Difese più forti contro attacchi e intrusioni

Le banche centrali dell’Eurosistema stanno già lavorando per rafforzare i sistemi di sicurezza.

L’obiettivo è prevenire intrusioni, attacchi informatici e possibili abusi degli strumenti più avanzati, particolarmente delicati per un’infrastruttura centrale della finanza europea.

Una questione che supera la Bce

Il secondo livello riguarda la risposta politica e istituzionale.

Lagarde ha sottolineato che i rischi più importanti potrebbero non essere ancora pienamente visibili e che ciò che vediamo oggi potrebbe essere soltanto la punta dell’iceberg.

Serve una governance comune

Per affrontare questi rischi, la presidente della Bce ha chiesto un quadro condiviso e una governance congiunta.

La discussione, secondo Lagarde, dovrebbe coinvolgere governi e istituzioni sovrane a un livello più alto, perché nessuna banca centrale o singolo paese può gestire da solo una trasformazione di questa portata.

Moneta e tecnologia diventano inseparabili

La conferenza stampa ha mostrato come la Bce non debba più occuparsi soltanto di inflazione, crescita e tassi.

La sicurezza digitale, l’intelligenza artificiale e la capacità di coordinamento internazionale stanno diventando parti essenziali della stabilità finanziaria europea.

Prudenza sui tassi, allerta sull’IA

Il messaggio finale di Francoforte è doppio.

Sul fronte monetario, la Bce sceglie un rialzo limitato e mantiene aperta ogni opzione. Sul fronte tecnologico, invece, Lagarde chiede di anticipare i rischi prima che sistemi sempre più potenti possano diventare difficili da governare.