La de-escalation sostiene i mercati
Le principali Borse europee avanzano con decisione, mentre Piazza Affari prosegue al rialzo dopo l’annuncio di un accordo di pace di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran.
L’intesa viene interpretata dagli investitori come un primo passo concreto verso una riduzione delle tensioni in Medio Oriente, anche se molti dettagli devono ancora essere chiariti.
Hormuz riapre, sanzioni petrolifere sospese
Secondo le indiscrezioni circolate sui media, l’Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio della rimozione del blocco navale statunitense, della sospensione delle sanzioni sul petrolio iraniano e dello sblocco di una parte dei beni di Teheran congelati all’estero.
L’accordo consentirebbe inoltre all’Iran di diluire sul proprio territorio l’uranio già arricchito, mentre il futuro complessivo del programma nucleare verrebbe discusso nel corso dei 60 giorni di tregua.
Restano profonde divergenze sul nucleare
Gli strategist di Intesa Sanpaolo sottolineano che le distanze tra Washington e Teheran restano significative sui temi centrali.
Gli Stati Uniti chiedono la fine dell’arricchimento dell’uranio e lo smantellamento di parte delle infrastrutture nucleari, mentre l’Iran continua a rivendicare il diritto a sviluppare attività nucleari civili sul proprio territorio.
Restano aperti anche il destino delle scorte di uranio altamente arricchito, il calendario per la revoca delle sanzioni e l’eventuale inclusione del programma missilistico iraniano nei negoziati.
Attesa per la Banca del Giappone
L’attenzione dei mercati si sposta anche sulla riunione della Bank of Japan, che potrebbe portare il tasso di riferimento all’1% per la prima volta dal 1995.
Le posizioni più restrittive all’interno del comitato di politica monetaria si sono rafforzate, mentre la crescita dei salari reali è tornata positiva e l’economia continua a mostrare una discreta solidità.
Questi elementi alimentano le aspettative per un nuovo intervento della banca centrale giapponese.
Settimana decisiva per le banche centrali
Dopo la BoJ, una lunga serie di istituti centrali è pronta a comunicare le proprie decisioni sui tassi.
La Reserve Bank of Australia interverrà martedì, seguita mercoledì dalla Federal Reserve e dalla Riksbank. Giovedì sarà invece il turno di Norges Bank, Bank of England e Banca Nazionale Svizzera.
Oro in forte rialzo, petrolio in caduta
Sul mercato valutario, l’euro guadagna lo 0,27% nei confronti del dollaro statunitense.
L’oro vive una seduta particolarmente brillante, con un rialzo del 2,42%, mentre il petrolio Light Sweet Crude Oil cede il 5,65% e scende a 80,08 dollari al barile.
Il ribasso del greggio riflette il calo del premio geopolitico legato al rischio di interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz.
Spread in calo e BTP al 3,66%
Lo spread tra BTP e Bund scende di 2 punti base e si porta a quota 70.
Il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni si attesta al 3,66%, in un clima di maggiore propensione al rischio sui mercati obbligazionari europei.
Francoforte e Parigi guidano Eurolandia
Tra le principali piazze europee, Francoforte mette a segno un progresso dell’1,82%, mentre Parigi avanza dell’1,47%.
Londra si muove con maggiore prudenza, ma resta in territorio positivo con un guadagno dello 0,65%.
Piazza Affari prosegue la corsa
La Borsa di Milano conferma il tono positivo, con il FTSE MIB in aumento dello 0,89%.
L’indice principale estende così la serie rialzista iniziata giovedì scorso, raggiungendo il terzo progresso consecutivo.
Il FTSE Italia All-Share sale dello 0,96%, mentre il FTSE Italia Mid Cap balza del 2,15% e il FTSE Italia Star guadagna l’1,81%.
Buzzi e Stellantis tra i migliori titoli
Tra le blue chip, Buzzi guida i rialzi con un progresso del 5,59%.
Stellantis avanza del 5,26%, Ferrari guadagna il 4,51% e Brunello Cucinelli mette a segno un incremento del 3,02%.
Il miglioramento del clima geopolitico favorisce soprattutto i titoli ciclici, industriali e legati ai consumi discrezionali.
Energia sotto pressione con il crollo del greggio
Le vendite colpiscono invece il comparto petrolifero ed energetico.
ENI perde il 4,61%, Saipem arretra del 2,39% e Tenaris cede il 2,14%.
Snam registra una flessione più contenuta, pari all’1,15%.
Mid Cap, corrono Caltagirone e Interpump
Nel segmento delle società a media capitalizzazione, Caltagirone SpA avanza del 5,46%.
Interpump sale del 5,26%, Cementir guadagna il 5,02% e Webuild cresce del 4,82%.
Tra i titoli più deboli figurano Alerion Clean Power, in calo dell’1,34%, IREN, che perde l’1,16%, Zignago Vetro e Philogen, entrambe in flessione dello 0,88%.
La tregua riporta fiducia, ma restano rischi
L’accordo tra Stati Uniti e Iran ha riacceso l’appetito per il rischio, favorendo le Borse e penalizzando il petrolio.
Tuttavia, il rialzo dei mercati poggia ancora su un’intesa temporanea, mentre le questioni più delicate sul nucleare, sulle sanzioni e sul programma missilistico iraniano restano irrisolte.
Le prossime decisioni delle banche centrali e l’evoluzione dei negoziati in Medio Oriente saranno quindi decisive per capire se il rally potrà proseguire.
