Trump domina il G7, ma l’Europa alza la voce

Giulia Conti

Trump domina il G7, ma l’Europa alza la voce

Accoglienza d’onore per il presidente americano

Donald Trump è arrivato a Evian, in Alta Savoia, alle 17, dopo essere atterrato a Ginevra insieme al segretario di Stato Marco Rubio e al segretario al Tesoro Scott Bessent.

Il presidente americano ha raggiunto la sede del G7 in elicottero, dopo il britannico Keir Starmer e il canadese Mark Carney. Giorgia Meloni, la premier giapponese Sanae Takaichi e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sono arrivati successivamente, in tempo per la cena.

Tra tutti i leader presenti, Trump è stato l’unico a ottenere immediatamente un incontro bilaterale con Emmanuel Macron.

Macron prepara un vertice su misura

La data del summit era già stata modificata per consentire a Trump di celebrare il suo ottantesimo compleanno con un evento di arti marziali miste nei giardini della Casa Bianca.

All’hotel Royal di Evian gli è stata assegnata la suite più prestigiosa, mentre Macron ha organizzato per mercoledì una cena nella Galleria degli Specchi di Versailles.

L’appuntamento, con argenteria e porcellane di Sèvres, celebrerà i 250 anni degli Stati Uniti e ricorderà il trattato firmato a Versailles nel 1783.

I primi segnali di freddezza

Dietro l’apparato diplomatico, tuttavia, sono emerse subito alcune tensioni.

Macron non si è presentato personalmente sul tappeto rosso per accogliere Trump, lasciando il compito al capo del protocollo, come avvenuto per gli altri ospiti.

La spiegazione ufficiale è che il presidente francese fosse impegnato in un colloquio con il brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, ma l’episodio è stato interpretato come un primo segnale di distanza.

Gli alleati non vogliono più limitarsi a seguire

Le prime dichiarazioni del vertice mostrano che gli altri sei membri del G7 sembrano meno disponibili ad assecondare ogni cambiamento di posizione della Casa Bianca.

Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia hanno accolto con prudenza il protocollo di accordo tra Stati Uniti e Iran.

I quattro paesi hanno comunque annunciato una missione indipendente e strettamente difensiva nello Stretto di Hormuz, destinata a proteggere il traffico commerciale e svolgere attività di sminamento.

Trump celebra i mercati, Macron chiede prudenza

Trump ha presentato l’intesa con Teheran come un accordo ormai concluso, concentrandosi soprattutto sulla discesa del prezzo del petrolio e sulla reazione positiva delle Borse.

Il presidente americano ha inoltre rivolto parole favorevoli alla nuova posizione assunta dal regime iraniano.

Macron ha invece adottato un tono più prudente, esprimendo l’auspicio che la de-escalation possa favorire un ritorno della pace in tutta la regione, a partire dal Libano.

Nuovo scontro su vini, champagne e tasse digitali

Le relazioni tra Parigi e Washington sono state ulteriormente complicate dalla minaccia di Trump di imporre dazi del 100% su vini e champagne francesi.

La misura sarebbe una risposta alle imposte applicate dalla Francia alle multinazionali statunitensi attive nel mercato europeo.

L’Eliseo ha definito il confronto rispettoso ma fermo. Macron ha ribadito che non spetta agli Stati Uniti decidere quali norme fiscali debbano applicare la Francia e l’Unione europea.

L’accordo commerciale divide ancora USA e UE

Il Parlamento europeo è chiamato a votare l’accordo di Turnberry, giudicato da molti fortemente sbilanciato a favore degli Stati Uniti.

Secondo Macron, le imposte sui servizi digitali non possono essere rimesse in discussione, perché derivano da norme europee già in vigore.

Il presidente francese ha inoltre sottolineato che nuovi dazi danneggerebbero entrambe le sponde dell’Atlantico, soprattutto dopo mesi di trattative commerciali.

Mercoledì il vertice ospiterà anche alcuni dei principali imprenditori del settore digitale, tra cui Sam Altman e Dario Amodei.

L’Ucraina resta il dossier più delicato

I leader europei si muovono con cautela per evitare che Trump si allontani ulteriormente dall’Ucraina, mentre la durata del conflitto ha ormai superato quella della Prima guerra mondiale.

Il vertice si apre con una riunione alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky, che arriva a Evian forte della resistenza ucraina e delle crescenti difficoltà affrontate dalla Russia.

Trump ha dichiarato di voler fare qualcosa, senza però fornire indicazioni più precise sulla strategia americana.

Medio Oriente e potenze regionali al tavolo

Dopo l’incontro sull’Ucraina, il G7 affronterà il dossier mediorientale alla luce del protocollo raggiunto con l’Iran.

Alla discussione parteciperanno anche Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto, nel tentativo di ampliare il confronto oltre il tradizionale perimetro occidentale.

Macron, al suo ultimo G7, sta cercando di rilanciare un formato indebolito dalla perdita di influenza dei sette paesi e dall’ostilità di Trump verso il multilateralismo.

Macron allarga il vertice alle economie emergenti

Per dare maggiore peso politico all’incontro, il presidente francese ha invitato India, Kenya, Brasile, Corea del Sud ed Egitto.

Una sessione sarà dedicata alla solidarietà internazionale e comprenderà anche il Trattato sulle pandemie, raggiunto dopo tre anni di negoziati.

Lula, insieme all’Organizzazione mondiale della sanità, ha chiesto al G7 maggiore volontà politica per garantire un accesso equo a vaccini e cure, in un momento in cui gli aiuti allo sviluppo sono in calo.

Economia, minerali critici e confronto con Pechino

Mercoledì i leader discuteranno di economia globale, squilibri commerciali, terre rare e minerali critici.

La Cina sarà il principale interlocutore assente, ma resterà al centro di gran parte delle discussioni per il suo controllo sulle catene di approvvigionamento strategiche.

Il summit non produrrà un comunicato finale unitario. Sono previste invece sette dichiarazioni settoriali, segno delle difficoltà nel raggiungere una posizione condivisa.

Il cambiamento climatico è stato escluso dall’agenda principale per evitare un nuovo scontro con Trump.

Un G7 sempre più fragile

L’accoglienza riservata al presidente americano conferma il tentativo di Macron di evitare rotture spettacolari e partenze anticipate come quella avvenuta l’anno precedente in Canada.

Allo stesso tempo, le tensioni su dazi, Ucraina, Iran, tassazione digitale e multilateralismo mostrano che il rapporto tra Washington e gli alleati europei è diventato più instabile.

Il vertice di Evian si apre quindi tra cerimonie costruite per Trump e segnali sempre più evidenti di una resistenza europea alle sue richieste.


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Donald Trump è arrivato a Evian, in Alta Savoia, alle 17, dopo essere atterrato a Ginevra insieme al segretario di Stato Marco Rubio e al segretario al Tesoro Scott Bessent.

Il presidente americano ha raggiunto la sede del G7 in elicottero, dopo il britannico Keir Starmer e il canadese Mark Carney. Giorgia Meloni, la premier giapponese Sanae Takaichi e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sono arrivati successivamente, in tempo per la cena.

Tra tutti i leader presenti, Trump è stato l’unico a ottenere immediatamente un incontro bilaterale con Emmanuel Macron.

Macron prepara un vertice su misura

La data del summit era già stata modificata per consentire a Trump di celebrare il suo ottantesimo compleanno con un evento di arti marziali miste nei giardini della Casa Bianca.

All’hotel Royal di Evian gli è stata assegnata la suite più prestigiosa, mentre Macron ha organizzato per mercoledì una cena nella Galleria degli Specchi di Versailles.

L’appuntamento, con argenteria e porcellane di Sèvres, celebrerà i 250 anni degli Stati Uniti e ricorderà il trattato firmato a Versailles nel 1783.

I primi segnali di freddezza

Dietro l’apparato diplomatico, tuttavia, sono emerse subito alcune tensioni.

Macron non si è presentato personalmente sul tappeto rosso per accogliere Trump, lasciando il compito al capo del protocollo, come avvenuto per gli altri ospiti.

La spiegazione ufficiale è che il presidente francese fosse impegnato in un colloquio con il brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, ma l’episodio è stato interpretato come un primo segnale di distanza.

Gli alleati non vogliono più limitarsi a seguire

Le prime dichiarazioni del vertice mostrano che gli altri sei membri del G7 sembrano meno disponibili ad assecondare ogni cambiamento di posizione della Casa Bianca.

Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia hanno accolto con prudenza il protocollo di accordo tra Stati Uniti e Iran.

I quattro paesi hanno comunque annunciato una missione indipendente e strettamente difensiva nello Stretto di Hormuz, destinata a proteggere il traffico commerciale e svolgere attività di sminamento.

Trump celebra i mercati, Macron chiede prudenza

Trump ha presentato l’intesa con Teheran come un accordo ormai concluso, concentrandosi soprattutto sulla discesa del prezzo del petrolio e sulla reazione positiva delle Borse.

Il presidente americano ha inoltre rivolto parole favorevoli alla nuova posizione assunta dal regime iraniano.

Macron ha invece adottato un tono più prudente, esprimendo l’auspicio che la de-escalation possa favorire un ritorno della pace in tutta la regione, a partire dal Libano.

Nuovo scontro su vini, champagne e tasse digitali

Le relazioni tra Parigi e Washington sono state ulteriormente complicate dalla minaccia di Trump di imporre dazi del 100% su vini e champagne francesi.

La misura sarebbe una risposta alle imposte applicate dalla Francia alle multinazionali statunitensi attive nel mercato europeo.

L’Eliseo ha definito il confronto rispettoso ma fermo. Macron ha ribadito che non spetta agli Stati Uniti decidere quali norme fiscali debbano applicare la Francia e l’Unione europea.

L’accordo commerciale divide ancora USA e UE

Il Parlamento europeo è chiamato a votare l’accordo di Turnberry, giudicato da molti fortemente sbilanciato a favore degli Stati Uniti.

Secondo Macron, le imposte sui servizi digitali non possono essere rimesse in discussione, perché derivano da norme europee già in vigore.

Il presidente francese ha inoltre sottolineato che nuovi dazi danneggerebbero entrambe le sponde dell’Atlantico, soprattutto dopo mesi di trattative commerciali.

Mercoledì il vertice ospiterà anche alcuni dei principali imprenditori del settore digitale, tra cui Sam Altman e Dario Amodei.

L’Ucraina resta il dossier più delicato

I leader europei si muovono con cautela per evitare che Trump si allontani ulteriormente dall’Ucraina, mentre la durata del conflitto ha ormai superato quella della Prima guerra mondiale.

Il vertice si apre con una riunione alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky, che arriva a Evian forte della resistenza ucraina e delle crescenti difficoltà affrontate dalla Russia.

Trump ha dichiarato di voler fare qualcosa, senza però fornire indicazioni più precise sulla strategia americana.

Medio Oriente e potenze regionali al tavolo

Dopo l’incontro sull’Ucraina, il G7 affronterà il dossier mediorientale alla luce del protocollo raggiunto con l’Iran.

Alla discussione parteciperanno anche Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto, nel tentativo di ampliare il confronto oltre il tradizionale perimetro occidentale.

Macron, al suo ultimo G7, sta cercando di rilanciare un formato indebolito dalla perdita di influenza dei sette paesi e dall’ostilità di Trump verso il multilateralismo.

Macron allarga il vertice alle economie emergenti

Per dare maggiore peso politico all’incontro, il presidente francese ha invitato India, Kenya, Brasile, Corea del Sud ed Egitto.

Una sessione sarà dedicata alla solidarietà internazionale e comprenderà anche il Trattato sulle pandemie, raggiunto dopo tre anni di negoziati.

Lula, insieme all’Organizzazione mondiale della sanità, ha chiesto al G7 maggiore volontà politica per garantire un accesso equo a vaccini e cure, in un momento in cui gli aiuti allo sviluppo sono in calo.

Economia, minerali critici e confronto con Pechino

Mercoledì i leader discuteranno di economia globale, squilibri commerciali, terre rare e minerali critici.

La Cina sarà il principale interlocutore assente, ma resterà al centro di gran parte delle discussioni per il suo controllo sulle catene di approvvigionamento strategiche.

Il summit non produrrà un comunicato finale unitario. Sono previste invece sette dichiarazioni settoriali, segno delle difficoltà nel raggiungere una posizione condivisa.

Il cambiamento climatico è stato escluso dall’agenda principale per evitare un nuovo scontro con Trump.

Un G7 sempre più fragile

L’accoglienza riservata al presidente americano conferma il tentativo di Macron di evitare rotture spettacolari e partenze anticipate come quella avvenuta l’anno precedente in Canada.

Allo stesso tempo, le tensioni su dazi, Ucraina, Iran, tassazione digitale e multilateralismo mostrano che il rapporto tra Washington e gli alleati europei è diventato più instabile.

Il vertice di Evian si apre quindi tra cerimonie costruite per Trump e segnali sempre più evidenti di una resistenza europea alle sue richieste.