Latte, nuova intesa sul prezzo fino a dicembre

Giulia Conti

Accordo semestrale per dare stabilità alla filiera

Il Tavolo della filiera lattiero-casearia, riunito al Masaf, ha raggiunto una nuova intesa sul prezzo del latte alla stalla. L’accordo arriva dopo quelli siglati a dicembre 2025 e a marzo 2026 e resterà valido fino alla fine dell’anno.

La nuova soluzione supera la logica dei rinnovi trimestrali e introduce un quadro semestrale, pensato per offrire maggiore prevedibilità agli allevatori e alle imprese di trasformazione nella seconda parte del 2026.

L’intesa è stata raggiunta grazie alla mediazione del ministro Francesco Lollobrigida e al confronto tra organizzazioni agricole e industria lattiero-casearia.

Prezzo in aumento per il Nord Italia

Per il Nord Italia, il prezzo riconosciuto agli allevatori salirà progressivamente rispetto ai 47 centesimi al litro previsti dall’accordo valido per il trimestre aprile-giugno.

Nei mesi di luglio e agosto il prezzo sarà pari a 48 centesimi al litro. A settembre e ottobre salirà a 49 centesimi. Nei mesi di novembre e dicembre raggiungerà quota 50 centesimi al litro.

L’accordo prevede inoltre un meccanismo di correlazione con il Grana Padano, confermando il legame tra il prezzo del latte alla stalla e l’andamento dei principali prodotti di riferimento della trasformazione.

Remunerazioni aggiuntive per Centro e Sud

Per le aree del Centro e del Sud resta confermato il principio di una remunerazione aggiuntiva.

Questa maggiorazione serve a compensare i costi più elevati sostenuti dagli allevatori in quelle zone, secondo quanto già stabilito nei precedenti accordi della filiera.

La misura punta a mantenere un equilibrio territoriale in un mercato caratterizzato da forti differenze nei costi di produzione, nella logistica e nella struttura degli allevamenti.

Produzione 2025 come riferimento

Il nuovo accordo conferma il criterio di indicizzazione legato alla produzione del 2025.

Il prezzo concordato sarà riconosciuto ai quantitativi di latte che rientrano nei volumi conferiti nell’anno preso come riferimento.

Le eventuali produzioni eccedenti continueranno invece a essere gestite tramite contrattazione privata tra allevatori e industria di trasformazione.

Controlli terzi sui dati produttivi

Un altro punto centrale dell’intesa riguarda la trasparenza dei dati produttivi.

È stato confermato il ricorso a controlli terzi sui dati del 2026, considerati necessari per evitare distorsioni, verificare i quantitativi effettivi e ridurre il rischio di comportamenti speculativi.

Questo elemento diventa particolarmente rilevante in una fase in cui l’aumento della produzione europea continua a esercitare pressione sul mercato del latte.

Il Masaf sottolinea la maggiore programmazione

Il Masaf ha accolto positivamente la firma dell’accordo, evidenziando due aspetti principali: l’aumento del prezzo rispetto al trimestre precedente e la durata semestrale dell’intesa.

Secondo il Ministero, questi elementi possono offrire ad allevatori e trasformatori un contesto più stabile, utile per programmare meglio le scelte economiche, produttive e commerciali dei prossimi mesi.

La durata fino a dicembre permette infatti alle imprese di pianificare con maggiore chiarezza rispetto ai precedenti rinnovi di breve periodo.

Cia chiede attenzione sulle eccedenze

Cia-Agricoltori Italiani ha espresso soddisfazione per l’intesa, definendola uno strumento utile a riportare equilibrio sul mercato e a frenare le speculazioni fino alla fine dell’anno.

Il presidente Cristiano Fini ha sottolineato che l’accordo offre una prospettiva più chiara agli allevamenti in un momento segnato dall’aumento della produzione europea.

Secondo Cia, resta però necessario mantenere alta l’attenzione sulle eccedenze produttive e proseguire il lavoro per una difesa più strutturale del reddito agricolo, rafforzando collaborazione e controlli lungo tutta la filiera.

Copagri rilancia il tema della produzione europea

Copagri ha valutato positivamente il risultato, considerandolo importante per restituire “un po’ di ossigeno agli allevamenti italiani”.

Il presidente Tommaso Battista ha però avvertito che l’accordo non basta a risolvere le difficoltà causate dall’aumento dei costi produttivi e dall’eccesso di offerta di latte in Europa.

Copagri torna quindi a chiedere l’avvio, a livello comunitario, di un programma europeo di riduzione volontaria della produzione.

La misura era già prevista nel piano straordinario elaborato dal Masaf e presentato al Consiglio Agrifish. Secondo l’organizzazione, sarebbe uno strumento necessario per riequilibrare il mercato e contenere gli effetti delle importazioni di latte estero venduto a prezzi inferiori rispetto a quelli nazionali.

Confagricoltura vede un passo avanti

Anche Confagricoltura ha espresso una valutazione favorevole sull’intesa raggiunta al Masaf.

Alberto Statti, componente della Giunta di Confagricoltura presente al tavolo, ha definito l’accordo “un passo avanti importante”, pur precisando che non rappresenta una soluzione definitiva ai problemi del settore.

L’organizzazione evidenzia che il nuovo schema segna un cambio di rotta rispetto agli ultimi sei mesi, grazie a un prezzo in progressivo aumento fino ai 50 centesimi al litro previsti per dicembre.

Confagricoltura richiama però l’attenzione sui costi di produzione, che hanno ormai superato i 50 centesimi al litro e in alcune aree arrivano anche a 55 centesimi.

Restano inoltre fuori dal prezzo concordato le produzioni eccedenti rispetto ai quantitativi medi del 2025, che continueranno a essere oggetto di trattativa tra le singole aziende e gli acquirenti.

Coldiretti parla di stabilità per gli allevamenti

Coldiretti considera l’intesa un passaggio rilevante per garantire un periodo di maggiore stabilità agli allevamenti italiani.

L’organizzazione sottolinea che il contesto resta complesso, soprattutto per l’aumento della produzione lattiera registrato anche negli altri Paesi europei.

Il nuovo accordo consente quindi di guadagnare tempo e certezze, ma non elimina le fragilità strutturali del comparto, legate ai costi, alle importazioni e alla gestione delle eccedenze.