Italia, polemica sull’uso dell’IA e del riconoscimento facciale

Giulia Conti

Il governo accelera sulle nuove regole per le forze di polizia

Il governo italiano ha deciso di accelerare l’iter parlamentare sul decreto legislativo che adegua la normativa nazionale alle regole europee sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia.

Il provvedimento, esaminato dalla Commissione Politiche europee del Senato, recepisce i principi dell’Artificial Intelligence Act europeo e disciplina l’impiego di sistemi di videosorveglianza basati sull’intelligenza artificiale.

Secondo lo schema di decreto, i sistemi di identificazione tramite IA potranno essere utilizzati per individuare persone sospettate solo dopo la commissione di un reato. La conservazione dei dati sarà inoltre soggetta a limiti precisi: sette giorni per le registrazioni locali e cinque anni per i registri informatici non modificabili relativi agli accessi e alle operazioni effettuate.

Le opposizioni accusano il governo di un “blitz pericoloso”

La decisione di accelerare i lavori ha provocato la reazione delle opposizioni, con Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che hanno criticato il metodo adottato dalla maggioranza.

Il senatore del Pd Filippo Sensi ha definito il provvedimento una forzatura sui diritti e sulle libertà dei cittadini, sostenendo che il riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale potrebbe aprire la strada a forme eccessive di controllo.

Anche il senatore del Movimento 5 Stelle Pietro Lorefice ha contestato la scelta di procedere senza attendere le audizioni già programmate, sottolineando che il tema riguarda direttamente la tutela della privacy e delle libertà individuali.

Il timore della profilazione di massa dei cittadini

Critiche sono arrivate anche da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha definito inaccettabile l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per una possibile profilazione di massa delle persone che partecipano a eventi pubblici o politici.

Secondo Bonelli, l’utilizzo della tecnologia per individuare criminali può rappresentare uno strumento utile, ma non deve trasformarsi in un sistema generalizzato di sorveglianza dei cittadini.

La maggioranza difende la compatibilità con l’AI Act europeo

Fratelli d’Italia ha difeso il provvedimento, sostenendo che il decreto rispetta il quadro normativo europeo e introduce adeguate garanzie per proteggere i diritti fondamentali.

Il presidente della Commissione Politiche europee del Senato, Giulio Terzi di Sant’Agata, ha spiegato che l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia dovrà avvenire nel rispetto della Costituzione italiana, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Tra i principi richiamati dal decreto figurano proporzionalità, trasparenza, supervisione umana e divieto di discriminazione.

La maggioranza ha inoltre evidenziato che l’utilizzo dei sistemi al di fuori dei casi previsti dalla legge comporterà l’inutilizzabilità dei risultati ottenuti e la cancellazione dei dati raccolti.

Il Garante Privacy chiede maggiori tutele sui dati biometrici

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto, ma ha richiesto ulteriori garanzie sull’utilizzo dei dati biometrici e dei sistemi di identificazione facciale.

L’autorità ha chiesto maggiore chiarezza sul ruolo della supervisione umana nei sistemi di IA, sulle responsabilità nei progetti di ricerca e sperimentazione e sulla qualità delle banche dati biometriche utilizzate.

Il Garante ha inoltre sottolineato che la raccolta automatizzata e generalizzata di dati biometrici delle persone presenti in luoghi pubblici o eventi non sarebbe compatibile con l’AI Act europeo.

Secondo l’autorità, il riconoscimento facciale dovrebbe essere utilizzato solo per ricerche mirate basate su immagini già disponibili e in presenza di una specifica esigenza operativa, evitando raccolte massive e preventive di informazioni personali.

Il dibattito tra sicurezza e tutela della privacy

La nuova normativa apre un confronto più ampio sul rapporto tra innovazione tecnologica, sicurezza pubblica e protezione dei diritti individuali.

Il governo sostiene che l’intelligenza artificiale possa fornire strumenti più efficaci alle forze dell’ordine, mentre le opposizioni e il Garante Privacy chiedono controlli più rigorosi per evitare possibili abusi nell’utilizzo delle tecnologie biometriche.